E’ la pioggia che va…

23 febbraio 2009, ore 10:14
13 Commenti »

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Post scritto nel weekend, le mie  scarse capacità di guru sono rivelate dall’incipit, non certo ottimista, che contrasta un po’ con la partenza sparata dei listini stamattina.

Ho lasciato però tutto invariato, perchè è il messaggio finale quello che conta…

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 Così anche i minimi che dovevano arrivare l’hanno fatto, ormai ci siamo: il baratro è dietro l’angolo, gli indici europei – a partire da queli italiani – hanno bucato all’ingiù i valori di ottobre-novembre mentre quello più rappresentativo americano, lo S&P 500, si appresta a farlo. 

Da lì, come insegnano gli autorevoli co-bloggers di questo network, si aprono spazi importanti di discesa che – se i segnali negativi verranno confermati, come tutto lascia prevedere – ridicolizzeranno ancora di più i valori già depressi raggiunti dalle quotazioni, il che per il risparmiatore significa ridimensionare ulteriormente il misero gruzzolo accantonato da oltre 10 anni a questa parte. 

Come i gamberi

E’ vero che il tradizionale conservatorismo degli italiani non ha messo a rischio finora il loro patrimonio (solo l’8% circa della ricchezza complessiva era investita in azioni nel 2007), resta il fatto però che mettere da parte soldi con la prospettiva di vederli crescere e dopo un bel po’ accorgersi che sono sempre gli stessi o sono addirittura calati non è piacevole, per usare un eufemismo. 

E’ un po’ come imitare involontariamente i gamberi con la loro andatura a ritroso, ma non è questa la natura dell’essere umano, nato per progredire e non per arretrare. 

Duro risveglio

Ci vuole un po’ di tempo per adattarsi alla realtà e mentre per gli economisti e gli addetti ai lavori l’effetto dirompente provocato dagli annunci di questo inizio d’anno di PIL in drammatico calo e di disoccupati in altrettanto drammatico aumento un po’ ovunque non ha sorpreso più di tanto, per la gente comune il doloroso contatto con la recessione sta avvenendo ora. 

Per il risparmiatore significa un risveglio amaro dal sogno, cullato per tanto tempo, di raggiungere obiettivi spesso importanti della propria vita, legati all’accantonamento di parte dei propri guadagni, che è costato comunque fatica. Come la sta vivendo, quindi, questa fase? 

La raccomandazione 

Tutti i professionisti del risparmio – che hanno sempre il dovere di assistere i propri clienti, in particolare nei momenti di maggiore incertezza e confusione – sanno benissimo che lo stato d’animo in essi prevalente è, ora come ora, lo scetticismo. 

Passato il senso di smarrimento e la rabbia, non sanno più a chi rivolgersi e diffidano di tutti. Hanno una gran paura e noi, che stiamo in un certo senso dall’altra parte della barricata, li capiamo benissimo, sentendoci peraltro impotenti visto che inevitabilmente siamo parte in causa. 

Non possiamo esimerci però dall’unica raccomandazione vitale che mi auguro davvero possano raccogliere: nonostante le pessime notizie e i crolli di Borsa, caro Risparmiatore, non lasciarti andare alla rassegnazione e alla rinuncia.

Aspettando il sereno

Gli obiettivi, cui è legato il tuo risparmio, posono esser rivisti e riprogrammati, i tempi magari possono essere anche considerevolmente più lunghi, ma non devi smettere di sognare. 

I mercati alle volte esagerano e tutti i guru prima o poi sbagliano, da Warren Buffett a Roubini (anche se per quest’ultimo non abbiamo ancora le prove..).

Ed anche i segnali tecnici alle volte sono sorprendentemente bivalenti 

Detto con le parole di una famosa canzone di qualche decennio fa:  

“Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è più vicina….

Noi non vogliamo cadere
non possiamo cadere più giù
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu:
è la pioggia che va, e ritorna il sereno”

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  1. bel post complimenti

  2. Il problema è che in molti hanno smesso di sognare.
    E la realtà è ben diversa.
    Bisogna essere realisti e pragmatici.
    I valori visti solo 2 anni fa non torneranno piu’ ad essere ‘agganciati’.
    Si potrà pur sognare, ma la verità è che i risparmi ormai sono persi definitivamente.
    Senza strategie di risk management si uscirà totalmente sconfitti da questa guerra.
    Perchè purtroppo dobbiamo dirlo: La Borsa è un campo di battaglia dove spesso si perde la propria vita, i propri affetti, la propria famiglia e la serenità ad andare avanti.
    Quelli che hanno investito due anni fa hanno già perso tutto cio’ e difficilmente si riprenderanno.
    la borsa è un gioco duro, e solo con le armi del caso ci si potrà difendere.
    Non è questione di pessimismo, ma di puro e concreto pragmatismo…

  3. Grazie antipatix
    csifinanza: vedo che hai anticipato la mia obiezione sul tuo pessimismo e lo definisci pragmatismo.
    Può essere, ma tutti parlano di fiducia che poi in ultima analisi vuol dire voglia di sognare. Nel mio/nostro gergo sogni equivalgono a desideri materiali realizzabili con una programmazione accorta.
    Dovesse tornare quella fiducia, molti obiettivi tornano ad essere possibili.
    La Borsa può togliere 50 e restituire 100, è già successo.
    Il problema sarà che molti a quel punto non si accontentano e vogliono 200, 300, 400…
    Grazie dei Vs. interventi

  4. “Il problema è che in molti hanno smesso di sognare”

    forse nn hanno mai sognato erano semplicemente in preda all’avidità, la borsa, la finanza in generale nn è adatta ai sognatori, al limite va bene per gli illusi.

    Con tutto il rispetto di ki sta male per via delle perdite in borsa.

  5. Il problema è che nella maggior parte dei casi si dovranno fare performance di almeno il 2000%…
    Pensi sia possibile che con un ritorno di fiducia si possano ottenere tali performance?
    Io credo proprio di no…
    Un’ esempio su tutti.
    9 anni fa Tiscali quotava 119,70 (ero li’ presente quel giorn…).
    Oggi quota 0,30.
    Prova a parlare di speranza agli azionisti Tiscali…

  6. E pensare che oggi siamo arrivati agli stessi livelli del 1994.
    15 anni con performance zero.
    L’investimento azionario a lungo termina premia…
    Non è piu’ vero: dal 1998 al 2009 si sono verificati 3 grossi tonfi.
    In cosi’ poco tempo non è mai accaduto prima.
    Quindi i mercati stanno cambiando…

    http://csifinanza.investireoggi.it/comments/1235403762mib.gif

    Nysedow

  7. “nella maggior parte dei casi si dovranno fare performance di almeno il 2000%…” non è vero, perchè negli indici ci sono anche titoli che hanno perso molto meno, la regola aurea del risparmio è diversificare.
    E’ vero che i mercati stanno cambiando, ci sarà sempre più necessità di separare i titoli buoni – sia azionari che obbligazionari – da quelli cattivi.
    Ci sono anche titoli che hanno performato 50 volte dall’emissione, non solo 20
    Ma non sono aggiornato – sono sincero – e penso solo che stia andando giù tutto senza ritegno

  8. I mercati vanno tradati. Questo non significa fare operazioni intraday, ma bisogna imparare a capire quando e’ ora di uscire dall’azionario e di mettersi in liquidita’. E anche questa volta gli indicatori di lungo periodo hanno fatto egregiamente il loro lavoro.

  9. Scusate ma do mio parere da analista tecnico e di comportementi,all investitore medio e non tanto volutamente informato viene inculcata la fesseria che con il tempo direi lungo il capitale in azioni si accresce,comprano e non si interessano delle varie quotazione nel tempo,mentre nei fatti si deve essere informati non in maniera maniacale ma seguire i corsi,e poi se uno performa di 4 euro ad azione ad esempio deve realizzare,poi se l azione è valida se la ricompra quando la quotazione riscende a causa di varie cause che la vita borsistica attua.Poi una mia veduta:se uno investe e per varie cause il vento non era favorevole se si perde massimo 10% meglio uscire.La borsa gli darà una prossima occasione.

  10. trendfollower e milziade – grazie dei Vostri contributi.
    Rispondo sinteticamente, ma ritornerò con un post sull’argomento.
    In linea di principio soo d’accordo con Voi ma
    occorre chiarire che il risparmiatore medio non è “attrezzato” per il trading, non ne ha voglia e non ha competenze sufficienti a farlo.
    E la via dell’educazione è molto lunga.
    Grazie ancora

  11. e quindi se non e’ attrezzato e’ giusto che finisca nelle FAUCI dei promotori finanziari?
    ma per favore………..

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  13. [...] a dir la verità, che la direzione fosse quella l’avevamo già rimarcato nel post della scorsa settimana. E tutto sommato gli indici sono sì retrocessi, ma non in maniera così evidente come si poteva [...]

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