I condannati

16 febbraio 2009, ore 15:16
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Studio di TV 7, rubrica di approfondimento di Rai uno condotta dal bravo Gianni Riotta, la settimana scorsa. Ospiti della trasmissione il bravo Lorenzo Bini Smaghi della Banca Centrale Europea e il bravo editorialista Orazio Carabini del Sole 24 ore. Interventi pre-registrati da fuori studio del bravo Marco Liera, direttore del settimanale Plus del Sole 24 ore. 

Scusate per l’accento insistente e un po’ cacofonico sulla bravura dei partecipanti, intendevo sottolineare che gli ingredienti per una puntata di spessore e di livello sulla crisi economica e finanziaria, giustamente programmata il 13 febbraio in occasione del G 7 di Roma c’erano tutti. 

Una carrellata senza pretese

Quella cui ho assistito è stata invece una puntata di TV7 un po’ sotto le righe, contrassegnata dai commenti abbastanza prevedibili degli ospiti in studio e qualche servizio a corollario sui singoli temi di attualità economica e finanziaria collegati alla crisi, niente comunque che non appartenesse al déjà vu degli ultimi tempi. 

Un giudizio ovviamente di parte questo, influenzato dal fatto di appartenere alla fascia ristretta (in relazione alla totalità del pubblico televisivo) degli addetti ai lavori, di coloro cioè che già sono informati su ciò che sta succedendo per il fatto stesso di seguire i mercati: sapere infatti che il sistema bancario è incagliato a causa dei titoli tossici e che fino a che non tornerà la fiducia non si rimetterà in modo niente – come documentato da uno dei servizi andati in onda – è ordinaria amministrazione per gli operatori, certo di meno per la maggioranza dei telespettatori. 

Anche l’intervista al Ministro dell’Economia Tremonti, che ha posto l’accento più sulla questione valori che sulla questione soldi, con ciò schierandosi dalla parte di coloro che invocano più regolamentazione per ripartire su basi nuove e più certe, non brillava per originalità, anche se certo il protagonista richiama audience e soprattutto – non è poco per un politico e un economista – ha il dono della chiarezza. Qualità presente, a dire il vero, anche in altri interventi filmati, come quelli di Enrico Letta e Romano Prodi. 

Interviste al “povero risparmiatore” 

L’ultima parte della trasmissione si è focalizzata sui rovesci subìti dai risparmiatori a causa della crisi ed è consistita in una serie di semplici domande da parte della gente, per strada, all’esperto Liera.

“Vale ancora la pena acquistare i BOT, che rendono solo l’1% ?” – “La mia banca mi propone delle obbligazioni, mi devo fidare ?” e quesìti simili praticamente per ogni asset class, dalle azioni agli immobili, hanno trovato risposte parimenti semplici con spiegazioni ovviamente ultrasintetiche, volte ad evidenziare i tanti parametri da considerare nell’investimento: dalle attese ai rischi, dai rendimenti alla diversificazione. 

I tempi molto concentrati hanno a mio parere impedito lo sviluppo di un qualsiasi minimo valore aggiunto e la logica del servizio si è limitata ancora una volta a focalizzare i prodotti e non le esigenze, un approccio poco educational sul quale periodicamente torniamo in queste pagine. 

Sentenza finale 

Ciò che mi premeva sottolineare è invece l’epilogo di questa sezione di TV7 dedicata ai risparmiatori: Bini Smaghi, interpellato da Riotta, si è limitato a dire che non bisogna “far da sè” e che chi vuole più rendimento deve affrontare un rischio maggiore. Banalità, ammesse per un banchiere BCE solo per il fatto che si accoppiano con il livello di grande arretratezza culturale in questo campo, documentata da tante indagini. 

Carabini, invece, ha fatto una profonda (si fa per dire) riflessione, che riassumo – peraltro quasi letteralmente – così : “tutta questa gente della strada appena comparsa nelle interviste, invece di cercare cose strane – come le azioni – perchè non si accontenta dei depositi e dei Bot ?”    

Bell’insegnamento culturale, lasciatemelo dire, e bel conforto soprattutto per quei poveri disgraziati rimasti intrappolati nel grande ribasso delle Borse.

Per loro nessuna speranza, per gli altri la condanna a non versare soldi alle aziende per sostenerne lo sviluppo e per partecipare giustamente alle loro fortune future. 

Fregàti, per sempre. Che tristezza ! A questo servono i giornalisti, ad affossare le speranze ? Non dovrebbero rendere anche un servizio educativo per far crescere la consapevolezza ? 

Così stando le cose, sta ai risparmiatori la scelta: se affrancarsi, iniziando un percorso di auto-educazione o accettare una condanna

A vita.

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  1. e’ vergognoso che si trattino ancora questi temi senza dire quanti banchieri son stati arrestati,processati,condannati -come ex bancario ho fatto i salti mortali ma vedo che le banche non cambiano

  2. che dire, Marcello ? La lobby è così potente che riesce a difendere anche le scelte scellerate della BCE di luglio 2008, quando rialzò i tassi invece di abbassarli. E con la finanza creativa ci sono andati a nozze e ora non pagano il conto.
    Ma così va il mondo, purtroppo

  3. Mah, io non ho visto la puntata; in questi casi però rifletto sempre sul fatto che chi fa una trasmissione non è uno stupido e cerca di farla per avere maggior audience possibile. Evidentemente chi decide la struttura del programma ritiene che questo sia il livello adeguato per una trasmissione di questo tipo; dire quello che la gente vuol sentirsi dire è garanzia di “successo” televisivo.

    Vi immaginate una trasmissione dove si discute su quali azioni, settori, aree acquistare ora, in un periodo come questo ? Ora la gente vuol sentir parlare di BOT, obbligazioni varie, liquidità.

    La televisione propone quello che la gente vuole sentire.

  4. Il bersaglio, Marco, non era la trasmissione – ben condotta – ma i contenuti, soprattutto di coloro che dovrebbero rappresentare dei punti di riferimento per il risparmiatore e non lo sono. In sostanza, meglio imparare a reggersi sulle proprie gambe che dar retta a consigli che finiscono per spezzartele.
    Così almeno la penso io.
    Grazie

  5. ci vuole una bella faccia tosta a sconsigliare il faidatè visti i risultati di sim e banchebassotti varie
    ci mancava solo il dito puntato in telecamera: “caxxoni! incassate il loss e zitti!”

  6. Linguaggio colorito, Lupetto, ma condivido la sostanza.
    Han tenuto un tono di sufficienza più che di arroganza, che fa ancor più…(come scrivi tu) “incaxxare”

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