La bussola e il puzzle

2 febbraio 2009, ore 17:37
10 Commenti »

bussola2.jpg    puzzle2.jpg

Ci sono veramente tante informazioni nel mondo dell’economia e della finanza. Anzi, potremmo dire nel mondo in generale. 

Un mare di notizie, commenti, consigli, previsioni, proposte che compaiono su carta stampata, internet, radio, televisione, cioè sui cosiddetti media, o che si sentono riferire da quell’antico, più naturale ma meno preciso mezzo di comunicazione rappresentato dal passaparola dell’amico, del conoscente, della piazza. 

Quant’è smisurato il mare

Un mare smisurato nel quale è facile perdersi, e dove la quantità della “roba” in circolazione è tanta ma la qualità, come spesso càpita, scarsa. 

Facevo questa considerazione con riferimento alla condizione del risparmiatore e dell’investitore medio, cui il blog (anch’esso immerso nello stesso mare, peraltro) è dedicato, proprio mentre,  accingendomi a scrivere questo post,  mi chiedevo da dove cominciare questa settimana: quale notizia pescare o commentare che potesse essere di qualche utilità a chi sa di non sapere, che è la piccola nicchia cui mi rivolgo. 

Un risparmiatore-investitore impaurito e arrabbiato perchè si è trovato nel bel mezzo di una tempesta perfetta suo malgrado e che oggi è per giunta molto confuso in questo mare ricolmo di informazioni. 

Nessuna o tante risposte ?

Cercavo quindi una risposta per lui (ed anche per me, modesto skipper della situazione) ma la risposta – come l’isola di Bennato – non c’è. 

O forse invece, in questo mare di risposte ce ne sono tante, più o meno significative, e forse insieme – come piccoli e numerosi punti di riferimento per chi naviga – sostituiscono almeno parzialmente la bussola persa durante la tempesta perfetta.

O come i pezzi sparsi di un puzzle aiutano a ricostruire l’immagine finale nella sua interezza. 

Ma per non fare l’Alberoni di turno (non sono in grado e nè ho la pretesa di esserlo), riporto di seguito alcune boe di navigazione, colte così qua e là nel mare informativo cui mi riferisco: sono solo una parte delle tante che potrebbero riguardare il risparmiatore e la scelta è abbastanza casuale, ma tutte potrebbero essere utili a comporre un quadro d’insieme e a migliorare quindi l’orientamento. 

Esempi in ordine sparso, dall’economia…

Nella località svizzera di Davos si è svolto l’World Economic Forum, ho evidenziato 3 notizie:  

- la discussione sulla governance, in parole povere sulle nuove regole di funzionamento della finanza mondiale da cui ripartire dopo questa profonda crisi: bene per il risparmio se si può contare su regole certe; 

- la comune (a parole) preoccupazione per il protezionismo, il vero nemico della futura ripresa dell’economia glOBAMIizzata, un rimedio molto peggiore del male che già portò il mondo alla Depressione nel ‘29: male per la concorrenza nei mercati, per la stabilità delle economie, per il risparmio se questa tendenza si affermasse; 

- le parole di Mario Draghi. presidente del Financial Stability Forum, che ha invocato maggiore sicurezza e trasparenza per attrarre gli investitori e ha fatto presente ai risparmiatori che esistono prodotti “semplici da capire, facili da valutare” e in regola con le leggi: bene per il risparmio se si inverte la tendenza, dai prodotti complessi e strutturati a quelli semplici e meno rischiosi. 

…e dallo spettacolo

Ma non sono solo le notizie economiche che possono attrarre il risparmiatore. 

Ci sono anche quelle provenienti dagli ambienti certo meno noiosi e più familiari alla gente comune. In questo caso però sarà necessario fare qualche associazione di idee in più per ricollegarsi al tema dell’accantonamento del denaro. 

Per esempio, ieri sera c’era il Superbowl, ha vinto Pittsburgh  e la Rai ha proposto per la prima volta l’avvenimento in Italia.

La considerazione spontanea è stata: con lo stadio pieno, record di collegamenti e delirio per  Springsteen che ha suonato nell’intervallo, davvero sta per crollare il mondo ? Davvero bisogna fuggire dai mercati Usa ? 

Altro, ultimo esempio: è mancato qualche giorno fa un grande della canzone italiana, Mino Reitano.

Devo dire la verità, a parte la faccia da buono non mi aveva mai incuriosito più di tanto: eppure, seguendo un paio di trasmissioni sul personaggio, è stato facile ricreare vivida l’immagine di un’Italia (da lui celebrata con un brano omonimo famosissimo) di emigranti capace di farsi da sè partendo da una valigia di cartone.

Un’Italia capace di risparmiare dal nulla. 

Come dicevo piccole boe di navigazione e pezzi sparsi di puzzle, niente di più. Ma oggi che si naviga a vista, tutto può servire. 

Buona rotta (giusta) a tutti

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  1. forse nn ho compreso bene il senso di qst post dunque ti do una mia interpretaione ke dubito coincida con la tua:
    -teoria complottista:

    poca informazione e centellinata è facile da gestire, ma ormai il mondo è cambiato e totalmente globalizzato, imbrigliato in una rete ke viene kiamata internet, come si fa allora ad avere un controllo su questa enorme disponibilità di info?
    semplice si liberalizza all’estremo con informazioni ke vanno in ogni direzione confondendo le masse ke hanno bisogno della bussola per venirne a capo.
    es stupido Obama è nero? si di pelle, ma visto ke la madre è bianca ed è vissuto con i bianki, secondo me è piu bianco ke nero, ma basta una bussola… em un collare ed il tam tam mediatico festeggia il primo presidente usa di colore, dunque la bussola em…il collare mi dice ke nn è un mulatto ma un nero doc.

    siamo semplicemente in overdose di informazione dunque è come nn averla perkè ci dobbiamo affidare a qualcuno per stare in piedi, mentre il nostro cervello si sta raggrinzendo perkè nn serve nemmeno accenderlo… ci pensa la bussola em…il collare ad indicarci cio ke dobbiamo pensare, cosi è piu facile comporre il puzzle.

  2. 2
    ticrepoincorpo

    ma il boss di questo network come fa a tollerare questo NIENTE ASSOLUTO???

  3. Grazie, antipatix, quando chi commenta è costretto ad interpretarmi, devo fare autocritica ed ammettere che il messaggio non è stato chiaro.
    Comunque l’essenza è quella da te espressa con il concetto dell’overdose, il resto può starci.
    Ricorda sempre che i miei post sono rivolti ad un target non tecnico e di cultura finanziaria media.

    Cosa che il signor “ticrepoincorpo” non deve probabilmente aver presente, per cui è bannato

  4. Buongiorno, ieri sera sul tardi ho avuto modo di leggere il commento del “personaggio” che ha bannato; a parte l’orripilante nick, nel commento non venivano usati termini sconvenienti.
    Lui (il bannato) si chiedeva solo come il responsabile del network può tollerare un blog caratterizzato (secondo lui) dal “nulla assoluto” (parole sue).
    E’ sicuramente una critica forte e poco riguardosa, ma penso che Lei abbia ben altri argomenti per rispondere dovutamente piuttosto che bannare; rispondere alle critiche più feroci (purchè queste non siano gratuitamente offensive o triviali) è anche un modo per rafforzare l’autorevolezza di qualsiasi blogger. Io la leggo spesso perchè a volte colgo qualche stimolo di riflessione dai Suoi scritti e vorrei tanto leggere una Sua “rassicurante” risposta accompagnata dal commento bannato.
    Grazie per l’attenzione.

  5. Caro Thomas, ad una cortese richiesta è giusto far seguire una cortese risposta.
    Sono stato in dubbio, in effetti, se procedere contro chi considero un disturbatore e basta.
    Sul nick ha già detto tutto Lei e mi associo.
    Alle volte non sono i termini sconvenienti a rendere le discussioni polemiche e inconcludenti, ma il considerare gli altri “niente”. Cosa che non mi sono mai permesso di fare con nessuno.
    Ho scritto dappertutto nel blog e lo ripeto ogniqualvolta ve ne sia l’occasione che si tratta di un’iniziativa dedicata a “chi sa di non sapere” e ciò che stiamo vivendo sta lì a dimostrare che il risparmiatore, italiano e non solo, di sicuro non sa (altrimenti non si spiegherebbero le continue truffe che subisce).
    E solo pochi, ahimè, si rendono conto di questa lacuna: basti considerare il troppo poco tempo dedicato alla cura delle finanze personali.
    Il blog vorrebbe utilizzare parole e concetti semplici, nelle intenzioni almeno.
    Alle volte però la mano sfugge e rischio l’eccessiva genericità, come forse in questo caso.
    Grazie comunque dell’apprezzamento e sappia che sono aperto ai suggerimenti e alle critiche costruttive

  6. Tornando al senso del post non posso che associarmi alla tesi che nel mare dell’informazione, finanziaria in particolare, sia necessaria una bussola, o meglio un filtro che consenta ad ognuno di accedere alle informazioni che, sulla base del proprio approccio agli investimenti, possono risultare utili a prendere le decisioni.
    Lo scopo dovrebbe essere quello di eliminare l’eccesso di notizie che rischia di offoscare la comprensione del quadro d’insieme.
    Insomma piuttosto di impiegare il tempo a seguire il flusso ininterrotto di informazioni è meglio dedicarne una buona parte a leggere testi utili ad accrescere le proprie competenze e lo spirito critico.
    Michele

  7. Sì, Michele, ma è proprio quello che la gente non fa.
    L’utilità dei testi è molto legata alla chiarezza e alla semplicità dei contenuti.
    Ciò determina la gradevolezza per il lettore e in ultima analisi la fruibilità dell’insieme da parte del risparmiatore.
    Qualsiasi segnalazione in tal senso è benvenuta.

  8. Ciao.
    Le notizie, e questo è il mio punto di vista, fanno ormai parte del business. Si danno notizie per guadagnare share, quindi soldi dai produttori di biscotti, marmellata, assorbenti, detersivi e molto poco per informare.
    Questo concetto vale per le notizie di cronaca e per quelle economico finanziare che ora vanno così tanto di moda.

    Mi è capitato di ascoltare una notizia riguardante a una serie di dati usciti in Italia settimana scorsa; il telegiornale ha mandato in video tre cartelli di fila con 4/5 percentuali di qualsiasi cosa, mese su mese e annualizzati: io, che mi reputo abbastanza ferrato in materia, ho desistito dal capire cosa ci volesse dire.

    Per non parlare del famoso numero di disoccupati americani del 2008… 2,6 milioni, poco meno della disoccupazione seguita alla fine della seconda guerra mondiale: un titolone, senonchè ci si è dimenticati di dire che nel frattempo la forza lavoro è triplicata.

    Insomma, ci vorrà pure la bussola, ma certo nessuno aiuta indicando una possibile giusta strada… se non Internet, tanta pazienza e uso della propria testa.

    Warren Buffett dice che una delle caratteristiche di un investitore di successo è quella di saper pensare con la propria testa: sembra facile.

  9. Sembra proprio che tu sia in grado di seguire il consiglio di Warren, Marco. Con la necessaria umilta’.
    Ci provo anch’io, speriamo di essere in parecchi
    :-)

  10. ..in questi giorni sto leggendo “Giocati dal caso ” di Nassim Nicholas Taleb che indaga il ruolo del caso nella finanza e “bolla” come rumore e non informazione la maggior parte degli articoli giornalistici.
    E’ veramente bello, e anche divertente, ve lo consiglio.
    Michele

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